





“Mi son alzato questa mattina e non mi sono reso conto che non avevo l’arco per cacciare”Manifesto Brut”Mi sono alzato questa mattina e mi sono ritrovato cacciatori in casa”Sono confuso. Sono in serie difficoltà a relazionarmi con questa nuova realtà per cui cerco dentro di me con un’analisi ed una introspezione, cercando di ricostruire nel tempo i vari accadimenti, facendo bene attenzione a non saltare dei passaggi, perché spesso, proprio tra di essi, si celano significative valenze che mi possono portare alla comprensione.Mi accorgo che la fonte della mia difficoltà è il non riconoscermi con una società che ribalta puntualmente il profondo significato della propria, stessa esistenza; una società che rinnega valori fondamentali quali l’amor proprio quindi l’autenticità, la fratellanza, l’altruismo, la condivisione, la comprensione, l’attenzione a favore di superficialità, egoismo, materialismo (Essere o Avere). Una società che teme lo sguardo dell’altro, attraverso cui riflettere se stesso e che, miseramente, tenta di raggirare con rabbonimenti che appaiono come slanci autentici di amore e amicizia ma che, nella sostanza, sono messi in essere dalla inconsapevole paura e non volontà di ritrovarsi obbligati a fare i conti con il reale stato delle cose che genererebbe una drammatica sensazione di vuoto esistenziale.
Cosi, subdolamente e con l’inconsapevole consenso di tutti, una miriade di termini hanno subito un cambiamento nel loro utilizzo, prima per manifestare autenticamente un sentimento, adesso per stare dentro un giro di relazioni intessuto da soggetti miopi ed assopiti che valutano “politicamente corretto” il proprio modus operandi: il “pensiero unico”.
Un bluff dei nostri giorni per dividere e condizionare coloro che sembrano essere dei probabili avversari se non nemici, certamente scomodi. Rino Telaro






















